Oggi le imprese sono sempre più chiamate a dimostrare il proprio impegno verso la sostenibilità. In questo contesto lo sport si afferma come uno strumento efficace per generare impatti positivi e valorizzabili anche nella rendicontazione ESG. Un’occasione di sinergia tra aziende, enti del Terzo Settore e comunità locali.
Sport come leva di sostenibilità aziendale
Lo sport va oltre il benessere individuale: può essere infatti motore di innovazione ambientale, inclusione sociale e coesione territoriale. Le imprese lo integrano nelle proprie strategie attraverso:
- impianti sportivi sostenibili (es. alimentati da fonti rinnovabili);
- eventi a basso impatto ambientale e facilmente accessibili;
- progetti sociali inclusivi rivolti a giovani, persone con disabilità e fasce fragili.
Rendicontazione ESG: lo sport trova spazio nei bilanci
Con la direttiva CSRD e gli standard ESRS, le imprese dovranno rendicontare le proprie attività ESG. Lo sport può contribuire in diverse aree:
- Ambiente: riduzione emissioni, gestione risorse, mobilità sostenibile;
- Sociale: benessere dei dipendenti, inclusione, impatto sulle comunità;
- Governance: trasparenza e coerenza nelle scelte aziendali.
La misurazione dell’impatto sarà centrale: KPI su salute, produttività, clima aziendale ed engagement saranno utili a dimostrare il valore generato.
Benefici concreti per imprese, enti e Comunità
Per le imprese: maggiore reputazione, engagement interno, sviluppo di soft skill.
Per gli enti sportivi: più trasparenza e opportunità di finanziamento.
Per la collettività: riduzione dei costi sanitari, miglioramento della salute pubblica e rafforzamento del senso di comunità.
Investire nello sport significa generare valore ambientale, sociale ed economico. È un’opportunità concreta per costruire progetti sostenibili, credibili e misurabili. In un contesto normativo in evoluzione, fare squadra tra imprese e Terzo Settore può davvero fare la differenza.